Dalla curiositas alla conoscenza di sé
La domenica di Zaccheo, superato dalla misericordia
La lettura tratta dal libro della sapienza ci parla dello sguardo di misericordia, di compassione, di tenerezza, di perdono del creatore su ogni vita, dello sguardo con cui Gesù guarda Zaccheo, un micro-uomo arrampicato su un sicomoro; niente è piccolo insignificante, impuro, non interessante, non degno di amore e di attenzione.
Il salmo esprime in poesia la risposta grata del salmista che ha ricevuto questo sguardo di misericordia e canta la hesed di Dio e della sua alleanza.
In conclusione la seconda lettera ai Tessalonicesi prepara all’ultima venuta di Cristo mentre il Vangelo racconta la venuta/visita di Cristo e il suo dimorare e riposare nel peccatore.
Zaccheo è l’ultimo pubblicano di cui si parla nel Vangelo di Luca. I pubblicani sono caratterizzati da questo desiderio di avvicinarsi a Gesù: vennero anche i pubblicani per esser battezzati (da Giovanni. (3, 12) la chiamata di Levi il pubblicano (5, 27-29-30) e il banchetto che gli offre a casa sua… completa il banchetto che Zaccheo offre a Gesù. Le parabole della misericordia di aprono così: si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo (15, 1). Oppure nella parabola del fariseo e del pubblicano (18), il pubblicano trova la scorciatoia per avvicinarsi non fisicamente ma spiritualmente a Gesù e uscire dalla preghiera giustificato.
Ancora, l’incontro con il ricco Zaccheo, capo dei pubblicani, e dunque anche ricco in modo particolare, avviene dopo una serie d’incontri e insegnamenti sull’uso delle ricchezze. Pensiamo alle beatitudini di Luca, al ricco stoltamente accumulatore di beni (12, 16-21); all’amministratore disonesto (16,31) al duro di cuore (16,19-31) e finalmente al giovane ricco, incapace di seguire Gesù perché attaccato ai suoi beni (18,18-23). E avviene dopo che è stata proclamata l’impossibilità per i ricchi di entrare nel regno (18,25). Ma Zaccheo vi entra, anzi indica anche agli altri come è possibile fare la stessa cosa. Zaccheo è “piccolo di statura”, un micro-uomo con un grande desiderio. Forse questa piccolezza accettata è la crepa attraverso la quale può passare il suo desiderio che lo guida a muoversi oltre le convenienze sociali. Non è un ragazzino di strada seminudo che si arrampica sugli alberi per gioco; è un ricco e importante signore, che vuole vedere Colui che sta passando. Zaccheo voleva vedere, ed è visto.
Il centro del racconto, il punto in cui il movimento si inverte, sia il movimento fisico, che l’invisibile conversione dell’animo, sta tutto in quello sguardo di Gesù. Zaccheo desiderava vedere, un moto di sana curiositas, ma l’incontro con lo sguardo di Gesù fa sì che il movimento della curiositas si sposti dall’altro a sé, dal fuori, all’intimo, all’interno. Come ha potuto Gesù vedere tra i rami di un sicomoro un ricco pubblicano arrampicato, e invitarlo autorevolmente a scendere? “Gesù vede Zaccheo come un frutto maturo tra le foglie dell’albero; se non lo coglie adesso marcirà” (G.L. Corti, Amico dei peccatori, Paoline, p. 116)
Così avviene e l’invito a pranzo è accolto da una corale protesta. Com’è scorretto questo Maestro! Davvero non sa riconoscere i suoi interlocutori. Zaccheo invece essendosi scoperto, “visto” da Gesù può alzarsi in tutta la sua statura, la sua vera statura morale (ed è come se la scena, che è all’interno della casa, si svolgesse senza pareti, davanti al coro compatto dei mormoratori) e fa la sua professione di fede che è insieme una confessione. Come prima parola confessa il Signore: Ecco, Kurios… poi confessa la sua frode, e ripara donando la metà dei suoi beni (la metà di quanto era chiesto al giovane ricco,) e il quadruplo del furto che ha fatto, che è comunque molto più di quanto la legge esigeva. Gesù ha ecceduto in misericordia, Zaccheo risponde eccedendo nel ricambiare. E Gesù pronuncia l’assoluzione: Oggi la salvezza…. Tutto questo si compie velocemente, oggi, con gioia: l’“oggi” di Luca è come l’Ora di Giovanni: è il tempo della salvezza, il momento decisivo della redenzione. Gesù è venuto a cercare ciò che era perduto, Zaccheo cercava di vedere Gesù: questa ricerca circolare si compie in un incontro decisivo per la missione di Gesù, perché con Zaccheo entrano in cielo tutti i ricchi e peccatori, e per Zaccheo che si vede aperte le porte di una nuova vita, e si trova restituito alla sua vera figliolanza, non più il potere romano, ma Abramo. Zaccheo torna ad essere un figlio della benedizione di Abramo.
Zaccheo viene superato dalla misericordia: il suo desiderio non è solo compiuto ma compiuto in modo traboccante: Gesù passava attraversando Gerico, poi deve rimanere a casa di lui, e poi si dice che riposa, con un verbo caratteristico di Luca che troviamo a Betlemme e al cenacolo, un verbo che dipinge l’Incarnazione, la venuta storica del verbo: kataluw , riposare.
Questi verbi descrivono il movimento di Gesù e la progressiva accoglienza che Zaccheo gli offre:
lo desidera quando passa
lo previene per vederlo
si lascia chiamare e scende dal suo albero
lo accoglie con gioia
lo invita a pranzo
e Gesù riposa
Gerico è il più basso sito permanentemente abitato della Terra Santa, e datazioni compiuta dagli studiosi sulle rovine trovate, fa ipotizzare che Gerico sia la città più antica del mondo dopo Damasco, ma è anche il punto finale dell’itinerario di Gesù verso Gerusalemme; l’incontro con Zaccheo avviene al termine della salita a Gerusalemme; prima di entrare nella città santa entra nel cuore di un pubblicano; prima che Gerusalemme apra le porte al Messia la casa di Zaccheo accoglie il Salvatore, le mura di Gerico accolgono il vero Davide. Gerico, la città delle rose (Sir 24) un’oasi fiorita nel deserto.
Ci sono due antecedenti biblici che interessano il nostro brano. Il più immediato è l’episodio di Bartimeo (cap 18) il vero discepolo, Bartimeo, il cieco che chiede a Gerico il dono della vista.
Ma Gerico è l’ultimo passo prima di entrare in Gerusalemme, dunque, come le mura di Gerico caddero davanti a Giosuè così il cuore dei peccatori cede davanti al passaggio di Cristo. (Origene). C’è anche un riferimento a Gesù- nuovo Davide (Cfr 2 Sam 5): quando Davide unto re entra in Gerusalemme gli viene detto: “I ciechi e gli zoppi ti respingeranno”. Ma Davide vince ed entra in Gerusalemme; e Gesù è Giosuè che conquista la terra promessa, è Davide che entra in Gerusalemme appena unto Re e i ciechi e gli zoppi invece di impedirlo lo riconoscono…
E la presa di Gerico è legata all’episodio di Raab che salva gli esploratori ed è l’unica salvata.
Raab la prostituta che accoglie gli esploratori, unica salvata, e Zaccheo il capo dei pubblicani e ricco (= destinato alla perdizione) primo salvato, ci precedono nel regno dei cieli.
Inoltre il brano di Zaccheo raccoglie i principali temi teologici di Luca:
il passare,
attraversare,
la visita
i pubblicani,
il ricco,
in fretta,
oggi
la salvezza
Gesù – Giosué significa IHWW salva
La gioia, segno della salvezza
il dimorare,
Abramo che corre e si affretta come Zaccheo,
riposare,
il mormorare,
dare ai poveri
la misericordia
è una sintesi dei temi del vangelo: come l’ultimo passo prima di entrare in Gerusalemme in cui Luca riassume tutto
di Gesù e della salvezza.

