Che paura quel giorno! Nessuno se l’aspettava. Forse i pescatori che ci avevano accompagnato iniziavano a sospettare qualcosa perché quel mare lo conoscevano bene…. Il piccolo motoscafo su cui io ero voluta salire con grande eccitazione era, tra tutte, l’imbarcazione più in difficoltà. Era davvero piccolo e dunque leggero. Le onde non scherzavano affatto e l’inesperto timoniere non sapeva bene se prenderle di faccia o di lato. Mio Dio, che salti! All’inizio noi bambini ad ogni onda esultavamo divertiti ma intanto il cielo si faceva sempre più nero e l’esultanza si trasformava in … terrore!

Io non avevo ancora 11 anni quell’estate e proprio in quella circostanza mi venne un pensiero che non ho mai più potuto dimenticare. Con la mia famiglia e alcuni amici stavamo rientrando da una bella giornata trascorsa su una spiaggetta che si poteva raggiungere solo via mare e non ci aspettavamo di venire sorpresi da un bel temporale! La riva a cui eravamo diretti era ancora lontana. Il più piccolo, Andrea, sereno cantava. Qualcun altro vicino a me incominciò un’Ave Maria e io ricordo bene di aver pensato questo: “Signore, se non muoio ti prometto di farmi monaca”!

Continua a leggere

È Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso… È Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande!

Giovanni Paolo II

Mi sono totalmente abbandonata nelle mani del Signore e ho guadagnato moltissimo…

Beata Maria Gabriella

Ho avuto la grazia di nascere e crescere in una famiglia dove la fede cristiana era vissuta. Vissuta senza tante parole e argomentazioni… forse in modo semplice, ma comunque deciso. Non che mio padre e mia madre facessero cose eccezionali, però era chiaro che la vita la vita custodiva un compito e che non bisognava accontentarsi troppo facilmente. Nella mia famiglia la fede si esprimeva soprattutto nello stupore per ogni cosa bella e vera (sono cresciuta in campagna… i miei nonni dalla realtà della terra hanno imparato quasi tutto, soprattutto a fidarsi di Dio), poi era una fede vissuta in un’apertura generosa agli altri (c’era sempre molta gente a tavola… tra zii, cugini, amici, ospiti di passaggio, era sempre un po’ “Natale”). Vivevamo un legame concreto con la realtà della Chiesa, con le persone che popolavano la parrocchia due strade più in là: un po’ come in un piccolo paese… c’era sempre qualcuno da aiutare o a cui chiedere una mano. Tutto questo faceva parte dell’aria che respiravo, mi sembrava naturale che ci fosse. Solo più tardi mi sono resa conto che queste cose (che io davo per scontate) erano un vero e proprio tesoro, un’eredità preziosa.

Continua a leggere

Vuoi ricevere tutte le mattine via email un brano della Regola di San Benedetto da meditare? Iscriviti alla nostra newsletter!

Usa un indirizzo email che usi regolarmente: dovrai confermare la tua richiesta nell'email che riceverai. Se non ricevi il messaggio controlla nella cartella SPAM della tua casella. Senza la tua conferma non potremo iscriverti.

Tutela della Privacy