Madre Maria Francesca – Una riflessione sul Presepe
Due anni fa abbiamo celebrato gli ottocento anni dal presepio che san Francesco fece a Greccio.
A proposito del presepio e di quanto si dice in merito, si assiste a polemiche di ogni genere, presepi alternativi che vogliono essere “inclusivi” cancellando ogni sacralità, come le accese polemiche per l’installazione eretta sulla Grand-Place della capitale belga: Maria, Giuseppe e Gesù rappresentati da bambole a grandezza naturale, senza volto e vestite con tessuti riciclati beige e marroni a simboleggiare l’inclusione.
Tutto questo fa nascere una domanda: erano i medievali più capaci di immaginazione e immaginavano anche realtà che non esistono, o siamo noi moderni che siamo diventati incapaci di riconoscere e rappresentare la profondità della realtà nei suoi livelli più misteriosi?
Era la loro capacità conoscitiva a non incontrare la realtà o si è atrofizzata la nostra capacità di conoscere e rappresentare ciò che il dato di fede, la Parola di Dio, ancora ci dice?
Non per niente san Giovanni Paolo II ha scritto che “L’uomo soffre per mancanza di visione” (Karol Wojtyła, Pensiero – strano spazio).
Per i medievali la parola detta veniva illuminata dall’immagine e l’immagine a sua volta rivelava le profondità della parola, univano insieme il senso interiore dell’udito e quello della vista associandoli nella penetrazione dell’intelligenza della fede. […]
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