Giovedì Santo
Dal commento al Salmo 21 di S. Agostino
Che cosa ha sofferto il Signore
Osservate che cosa ha sofferto il Signore, state attenti cristiani:
Mi hanno attorniato molti vitelli, grassi tori mi hanno assediato. Il popolo ed i capi; il popolo sono i molti vitelli, i principi i tori grassi.
Hanno spalancato contro di me la loro bocca, come leone che rapina e ruggisce. Ascoltiamo nel Vangelo il loro ruggito: Crocifiggi, crocifiggi!
Come acqua mi sono effuso, e disperse sono state tutte le mie ossa. Chiama sue ossa i suoi saldi [discepoli]; le ossa infatti sono salde nel corpo. Quando ha disperso le sue ossa? Quando ha detto loro: Ecco io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi.
Ha disperso i suoi fedeli e come acqua si è effuso; perché l’acqua quando si diffonde o lava o irriga. Scioltosi Cristo come acqua, lavati sono stati gli immondi, e irrigate sono state le menti. È divenuto il mio cuore cera che si strugge, nel mezzo del mio ventre. Chiama suo ventre i deboli nella sua Chiesa. In qual modo il suo cuore è divenuto come cera? Il suo cuore è la sua Scrittura, cioè la sua Sapienza che era nelle Scritture. Chiusa era infatti la Scrittura e nessuno la intendeva; il Signore è stato crocifisso ed essa si è liquefatta come cera, in modo che tutti gli infermi comprendessero la Scrittura. Infatti è per questo che il velo del tempio si squarciò, poiché tutto ciò che era occulto è stato rivelato.
Si è seccata come terracotta la mia virtù. In modo magnifico ha detto questo: Più saldo si è fatto il nome mio con la sofferenza. Infatti, nello stesso modo per cui la terracotta è molle prima del fuoco e forte dopo [esser passata attraverso] di esso, così il Nome del Signore prima della passione era disprezzato, e dopo la passione è onorato. E la mia lingua è rimasta attaccata alle mie fauci. Allo stesso modo per cui in noi quel membro a niente altro serve se non a parlare, così i suoi predicatori, cioè la sua lingua, ha detto che sono rimasti attaccati alle sue fauci, onde attingere la sapienza dall’intimo di Lui.

