Santissima Trinità (S)

Dai Sermoni sul Cantico di Giovanni di Ford, Sermone XIV ,5

 

L’amore nella Trinità: sorgente e fine di ogni amore.

Il Padre ha concesso al Figlio d’essere come suo intimo proprio, il più caro ed in tutto simile a lui. Gli ha consentito d’essere uguale lui nella sovranità, potente ed eterno; gli ha dato, anche, d’essere Dio assieme a lui, della stessa sostanza e della stessa natura. Ha stabilito pure che, come lui è principio per il Figlio, così anche il Figlio, assieme al Padre, sia principio dello Spirito Santo, in modo che quest’ultimo proceda dal Padre e, nello stesso tempo, dal Figlio. Infatti, lo Spirito Santo stesso è amore e sorgente dell’amore che scaturisce dall’uno e dall’altro, perciò viene anche chiamato espressione dell’amore del Padre e del Figlio. Egli procede, infatti, da ambedue, cioè da un unico atto di volontà e dallo stesso slancio d’amore, perché egli stesso è amore. Vedi quanto è ammirabile ed inesauribile l’amore in seno alla beata Trinità; è come un immenso fiume di felicità rasserenante. La pienezza d’amore del Padre, infatti, si riversa interamente nel Figlio; ed il Figlio, ugualmente, insieme al Padre, si espande totalmente nello Spirito Santo, in modo che le tre Persone diventano un’unica fonte di carità. L’amore, così concepito in unità, è sempre perfetto, perché l’unione di carità regna felicemente in seno alla Trinità. Inoltre, siccome nell’unità perfetta della Santissima Trinità tutto è ammirabile e adorabile al sommo grado, non ci si deve meravigliare se quest’amore abbia alla sua sorgente principale qualche privilegio ancora più degno e più potente. Dovremmo forse stupirci se colui che può fare in modo che chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito, non sia lo stesso amore, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, in tutta la sua potenza e verità? Ciascuno di loro è “carità”, quindi tutti e tre costituiscono una sola “carità”, l’amore costituisce l’essenza divina per formare un’unica carità. Vediamo del resto, in questa nostra terra pur così lontana da quella sorgente come l’amore, dovunque si trovi, sia molto impegnato ad estendere la sua influenza e lotti per far regnare i suoi principi e le sue regole, sia attraverso il premio con i buoni, come attraverso il castigo per i cattivi. Esso ha in sé una forza innata tale che attira, con efficacia, coloro che riesce a prendere per unificarli a sé; più quest’attrazione è forte, tanto più è piacevole e dolce, e tanto più conduce all’unità. Insomma essa comprende ogni specie di legame nelle relazioni umane: sia dei genitori verso i figli, in modo reciproco; sia dello sposo verso la sposa, legame questo più forte e più stretto degli altri. È compreso qualunque altro genere d’alleanze della multiforme società umana; senza dubbio tutte queste combattono per l’amore e, attratte da esso, si sforzano di andare verso il principio semplice dell’unità. Certamente seguono in modo giusto la guida dell’amore, se questo è buono; in modo malvagio, se è cattivo. Ogni genere d’amore, di qualunque specie esso sia, presenta una non piccola rassomiglianza coll’amore vero ed eterno, se vi è qualcuno che cerca d’osservarlo. In verità, l’esperienza quotidiana c’insegna continuamente che l’amore opera non solo nelle creature razionali, ma anche in quelle che agiscono per solo istinto, anche se, per abitudine, non ci fanno caso. Tuttavia, la sapienza di Dio si diletta, dappertutto, sul globo terrestre, davanti al Padre suo ed anche davanti a coloro che hanno imparato a rallegrarsi e a contemplare la sua opera.

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