S. Rafael Arnaiz Barón (m)

Quando:
26 aprile 2018 h. 3:15 – 4:15
2018-04-26T03:15:00+02:00
2018-04-26T04:15:00+02:00
Dove:
Monastero Cistercense Valserena

Rafael Arnaiz Barón
Dagli scritti

 

Sia benedetto il Signore! Una gran pace invade la mia anima, per un suggerimento qualsiasi che viene da Lui, dopo o una tentazione o una prova. Un buon pensiero, una frase letta in un libro, una frase del Vangelo basta per dissipare le mie tenebre e riempire la mia anima di luce. Sia benedetto Dio, mille e mille volte benedetto per il suo servo Rafael che non sa come ringraziare per un beneficio così grande e solo desidererebbe inabissarsi nel suo nulla per glorificare la grandezza dei Signore. La mia vita è un continuo cambiamento di desolazioni e di consolazioni. Quelle sono tristezze e dolori, a volte molto profondi, pensieri che mi turbano, tentazioni che mi fanno soffocare. Le consolazioni sono la stessa cosa, ma al contrario … gioie interiori sconosciute, desiderio di soffrire e amore alla croce di Gesù, che riempiono la mia anima di pace, nella mia solitudine e nei miei dolori, che non cambierei con niente al mondo. L’altro giorno vedevo tutto nero. La mia vita scura e chiusa in infermeria, senza aria e senza luce, senza niente che mi aiutasse a sopportare il peso che Dio mi ha dato, malattia, silenzio, abbandono, non so, la mia anima soffriva molto, il ricordo del mondo, la libertà, mi dava ombra. I miei pensieri erano tristi, mi vedevo senza amore di Dio, dimenticato dagli uomini, senza fede e senza luce. Mi pesava l’abito avevo freddo e sonno, non so, sì metteva tutto insieme, l’oscurità della chiesa mi intristiva, guardavo al tabernacolo e non mi diceva niente, mi vedevo come morto in vita. Questo erano i miei pensieri l’altro giorno, prima di ricevere la comunione. Avrei voluto morire, ma senza sofferenza. Vidi dopo che era una tentazione. Con l’anima in questo stato mi apprestavo a ricevere la comunione. Avevo finito di mettermi in ginocchio, con il desiderio di chiedere a Gesù consolazione per il mio spirito, quando sentii un fervore molto grande e un amore immenso a Gesù, una dimenticanza assoluta di tutti i pensieri di prima ricordando alcune parole che credo Gesù mi ispirò in quel momento. ‘lo sono la risurrezione e la Vita’. Come esprimere quanto la mia anima fu consolata! Quasi piangevo di gioia al vedermi ai piedi di Gesù, come sepolto e vivo. Le mie mani stringevano il crocifisso, e il mio cuore avrebbe voluto morire, ma per amore di Gesù adesso, per amore alla vera vita, alla vera libertà. Avrei voluto morire in ginocchio, abbracciato alla croce, amando la volontà d Dio, amando la mia infermità, la mia chiusura, il mio silenzio, la mia solitudine, amando i miei dolori che in un momento di luce e con una briciola di amore di Dio si dimenticano tanto presto. Come mi sembrava tutto piccolo … come tutto scompariva davanti all’immensa bontà di un Dio che si china su di me per dirmi – perché soffri? lo sono la salvezza, sono la Vita. Cosa cerchi qui? Gesù’ buono, se gli uomini _sapessero che cosa significa amarti nella croce! Se gli uomini sospettassero che cosa significa rinunciare a tutto per te! Quanta allegria vivere senza volontà! Che tesoro grande è non essere niente, essere l’ultimo! Che tesoro grande è la croce di Gesù, e come si vive bene abbracciato a lei, nessuno lo può sospettare. E’ qui la mia vita di oblato cistercense – soffrire, patire – e amare con frenesia tutto quello che Dio nella sua infinita bontà vuole mandarmi. Non so, posso solo dire che nell’amore alla croce di Cristo ho trovato la vera felicità, e sono felice, assolutamente felice, come nessuno può sospettare, quando abbraccio la croce insanguinata e vedo che Gesù mi vuole, nonostante le mie miserie, le mie negligenze, i miei peccati.

Scarica