B.V. Maria (m)

Quando:
14 luglio 2018 h. 3:15 – 4:30
2018-07-14T03:15:00+02:00
2018-07-14T04:30:00+02:00
Dove:
Monastero Cistercense Valserena

Dal Quinto Sermone per l’Annunciazione
di S. Bonaventura da Bagnoregio

 

Dice bene dunque l’autore della Lettera agli Ebrei: «È bene che il cuore venga rinsaldato dalla grazia, non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono» (Eb 13, 9). Poco o nulla giova infatti digiunare per amore della Vergine, se manca la preghiera fervorosa e insistente e la di lei imitazione. Si tenga presente a tale proposito l’esortazione di Bernardo:

«Nei pericoli, nelle difficoltà e nei momenti di incertezza: pensa a Maria, invoca Maria… e se vuoi ottenere l’aiuto della sua preghiera non tralasciare di imitarne gli esempi». Se non fai così, non puoi sperare con assoluta certezza di ottenere per mezzo suo la grazia. La terza disposizione consiste nel donare con grande bontà d’animo, dal momento che la sapienza, come pure la grazia, non entra in un’anima gretta; ma dove c’è grandezza d’animo, vi è pure abbondanza di grazia, come si legge nella Seconda Lettera ai Corinzi: «Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia. Del resto, Dio ha potere dì far abbondare in voi ogni grazia» (2 Cor 9, 7-8). L’Apostolo stesso rende ragione di ciò dicendo che «chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà…» (2 Cor 6). Pertanto chi vuole ottenere abbondanza di grazia deve donare con larghezza di cuore, come esorta il beato Pietro nella sua Prima Lettera: «Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio» (1 Pt 4, 10). Per buon amministratore della grazia di Dio si deve intendere colui al quale sta più a cuore la volontà di Dio che il proprio tornaconto, e che quindi distribuisce secondo il precetto divino e non seguendo il proprio capriccio. Come si legge ancora nel Vangelo di Matteo: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10, 8). Ora, dona gratuitamente colui che comunica la grazia ricevuta non soltanto agli amici e ai parenti, ma anche agli estranei, agli sconosciuti e perfino ai nemici. Si legge infatti nel Vangelo di Luca: «Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso…» (Lc 6, 32), cioè a dire: nessuno. Gli amministratori di beni altrui, che reclamano sempre ciò che è di loro spettanza, anche se possiedono la grazia gratis data, non possono di certo possedere la grazia gratum faciens. Questa infatti è propria di una bontà magnanima e pertanto non può trovarsi in un cuore piccolo e freddo ed essere coperta da un corto mantello. Infatti ciò che dilata a dismisura il cuore è la divina misericordia, che si posa su ogni essere vivente; come si legge anche nel libro dei Proverbi: «Bontà e fedeltà non ti abbandonino; legale intorno al tuo collo, scrivile sulla tavola del tuo cuore, e otterrai grazia e favorevole accoglienza presso Dio e presso agli uomini» (Prov 3,3-4).

 

 

Scarica