Organizzatore

Monastero Cistercense di Valserena

Ora locale

  • Fuso orario: America/New_York
  • Data: 10 Ott 2019
  • Orario: 21:15 - 22:15

Luogo

Monastero Valserena
Via Prov. del Poggetto 48, Guardistallo (Pisa)

Data

11 Ott 2019

Orario

3:15 - 4:15

Etichette

Letture di Vigilie,
Tempo Ordinario

San Giovanni XXIII (m)

Da “Il Giornale dell’anima” di san Giovanni XXIII

 

La recita del rosario per la pace universale

Il religioso convegno della domenica 10 settembre a Castelgandolfo, con rappresentanze nobili e copiose di cardinali, di prelati, del corpo diplomatico, ed una moltitudine di fedeli di ogni provenienza, è stato tutto penetrato da un sentimento di viva preoccupazione circa il problema della pace. (…) Commosso ed insieme fiducioso, ho annunziato in quella sera misteriosa il mio proposito di incoraggiare successivi convegni di anime a misura che se ne presentasse l’occasione lungo la via, per intrattenerle in preghiera circa questo fondamentale impegno della preservazione della pace nel mondo intero e a salvezza della civiltà. È a questa intenzione, ed a offrire un primo esempio, che pochi giorni dopo mi sono recato nelle Catacombe di S. Callisto, le più vicine alla mia residenza estiva, per implorare di là, presso le sacre memorie di quanti mi precedettero: ben quattordici pontefici, e con loro vescovi e martiri illustri della storia, la cooperazione della loro intercessione celeste per assicurare a tutte le nazioni – e tutte appartengono in qualche modo a Cristo – il grande tesoro della pace: «Affinché a tutto il popolo cristiano Iddio si degni concedere pace e unità» (cfr. Litanie dei santi). Ora eccoci al mese di ottobre, che da tradizione confidente di pietà e di carità cristiana, consacrato al culto ed alla venerazione della Madonna del Rosario, ci viene offerto come nuova occasione opportunissima di universale preghiera al Signore per la stessa grande intenzione, che interessa individui, famiglie, popoli. Nello scorso maggio, ispirandomi al gesto di Leone XIII, di gloriosa memoria, richiamai l’insegnamento della Rerum novarum, sviluppandolo con la mia enciclica Mater et magistra, nella intenzione di accostare sempre più la dottrina cattolica alle nuove esigenze della umana e cristiana convivenza. Rammento ora che quel grande pontefice, (…) al sopravvenire dell’ottobre tornò più volte sull’invito al mondo cristiano alla recita del rosario, proposto a tutti i figli della chiesa ad esercizio di sacra e benefica meditazione, a nutrimento di spirituale elevazione e ad intercessione di grazie celesti per tutta la chiesa. I suoi successori tennero a fare onore alla pia e commovente tradizione. E io intendo umilmente seguire questi grandi pastori veneratissimi del gregge di Cristo non solo nell’impiego delle sollecitudini sempre più intense per gli interessi della giustizia e della fraternità, nella vita di quaggiù, ma anche nella fervida ricerca della santificazione delle anime, che è la nostra vera forza e sicurezza per ogni buon successo, come risposta dall’alto alle voci della terra, erompenti da anime sincere, assetate di verità e di carità. Già sull’aprirsi dell’ottobre del 1959, mi rivolsi al mondo cattolico con l’enciclica «Grata recordatio» e l’anno seguente indirizzai, allo stesso scopo, una lettera al cardinale Vicario della mia diocesi di Roma. Per questo mi compiaccio, venerabili fratelli e diletti figli, quanti siete sparsi in tutto il mondo, richiamarvi anche quest’anno ad alcune considerazioni semplici e pratiche, che la devozione del rosario mi suggerisce, a saporoso nutrimento e a robustezza di principii vitali, posti a direzione del vostro pensare e del vostro pregare. E tutto questo ad espressione di pietà cristiana perfetta e felice, e sempre in luce di universale supplicazione per la pace di tutte le anime e di tutte le nazioni. Il rosario, come esercizio di cristiana devozione tra i fedeli di rito latino, che sono notevole porzione della famiglia cattolica, prende posto, per gli ecclesiastici, dopo la messa ed il breviario, e per i laici dopo la partecipazione ai sacramenti. Esso è forma devota di unione con Dio, e sempre di alta elevazione spirituale. È vero che, presso alcune anime meno educate a sollevarsi oltre l’omaggio labiale, esso può venir recitato come monotona successione delle tre preghiere: il Pater Noster, l’Ave Maria e il Gloria, disposte nell’ordine tradizionale di quindici decine. Questo, senza dubbio, è già qualche cosa. Ma (…) La vera sostanza del rosario, ben meditato, è costituita da un triplice elemento che dà alla espressione vocale unità e coesione, discoprendo in vivace successione gli episodi che associano la vita di Gesù e di Maria, in riferimento alle varie condizioni delle anime oranti e alle ispirazioni della chiesa universale. Per ogni decina di Ave Maria, ecco un quadro, e per ogni quadro un triplice accento, che è al tempo stesso: contemplazione mistica, riflessione intima, e intenzione pia.

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