Organizzatore

Monastero Cistercense di Valserena

Ora locale

  • Fuso orario: America/Los_Angeles
  • Data: 14 Ott 2019
  • Orario: 18:15 - 19:15

Luogo

Monastero Valserena
Via Prov. del Poggetto 48, Guardistallo (Pisa)

Data

15 Ott 2019

Orario

3:15 - 4:15

Etichette

Letture di Vigilie,
Tempo Ordinario

S. Teresa d’Avila (m)

Da “il Cammino di Perfezione” di S. Teresa d’Avila

 

Finalmente sembra che cominci a parlarvi dell’orazione… Ma ho da intrattenervi alquanto sopra una cosa assai importante: sull’umiltà, virtù indispensabile in questa casa dove l’orazione è l’esercizio principale. Di nostro sommo interesse, come ho detto, è studiare il modo di praticare seriamente l’umiltà, perché è una virtù di capitale importanza, assolutamente indispensabile per le anime di orazione. (…) Nel caso che Dio voglia elevare l’anima alla contemplazione, deve fare il possibile per disporsi; ma se diversa è la volontà del Signore, l’umiltà la indurrà considerarsi fin troppo fortunata di servire le serve di Dio, ringraziando Sua Maestà di averla chiamata in così santa compagnia, mentre non meritava che di essere schiava del demonio nell’inferno. (…) La sicurezza maggiore è sempre nell’umiltà, nella mortificazione, nel distacco e nelle altre virtù. Qui non vi sono pericoli. Non temete: arriverete anche voi alla perfezione, come i più alti contemplativi. Di S. Marta non si dice che fosse contemplativa. Eppure non lascia di essere una gran santa. Non vi basterebbe somigliare a questa donna felice che meritò tante volte di ospitare in casa sua nostro Signore Gesù Cristo, preparargli da mangiare, servirlo e mangiare lei stessa alla sua mensa? Se foste tutte assorte come Maddalena, più nessuno preparerebbe da mangiare all’Ospite divino. Orbene, immaginate che il nostro monastero sia come la casa di S. Marta, dove occorre attendere a ogni ufficio. Quelle che vanno per la via attiva non mormorino di quelle che si beano nella contemplazione, perché il Signore ne prenderebbe le difese, anche se esse non parlassero, dimentiche di sé e di ogni altra cosa, come esse sono generalmente. Pensino che tra loro vi dev’essere pure qualcuna che prepari il cibo al Maestro, ed essa si ritenga fortunata di poterlo servire come Marta. Non dimentichino che la vera umiltà consiste nell’essere disposti ad accettare con gioia quanto il Signore vuole da noi, considerandoci indegni di essere chiamati suoi servi. Che se poi la contemplazione, l’orazione mentale e vocale, la cura delle inferme, i diversi uffici della casa e perfino i lavori più bassi, concorrono a servire l’Ospite divino che viene ad abitare, mangiare e ricrearsi con noi, che ci importa di aver questo, piuttosto che quell’altro ufficio? Non  voglio  dire  con  questo  che  la  mancanza  di  contemplazione dipenda da noi, ma solo che da parte nostra dobbiamo prestarci a tutto. Essa non  dipende  da  noi,  ma  da  Dio.  E  se  a  Lui  piace  di  lasciarci  nello  stesso ufficio anche dopo molti anni, non è forse una ben curiosa umiltà quella di colei che voglia cambiarlo di sua testa? Lasciate fare al Padrone di casa che è  saggio  e  potente,  e  conosce  bene  quel  che  conviene  a  voi  e  a  Lui.  Fate quello   che   dipende   da   voi,   disponetevi   alla   contemplazione   con   la perfezione   che   ho   detto,   e   state   sicure   che   Egli   non   mancherà   di concedervela,   purché   siate   veramente   umili   e distaccate.   Se   non   ve l’accorda,  sarà  per  volervela  riservare  tutt’intera  nel  cielo.  Finché  siete quaggiù, vi vuol trattare da anime forti, dandovi da portare la croce, come Lui stesso l’ha portata. E non è forse una gran prova di amicizia volere per voi, quello che ha voluto per sé? E chi vi dice che, in fatto di premio, la via della  contemplazione  vi  sia  più  feconda  dell’altra?  Si  tratta  di  giudizi  che Egli assolutamente si riserva, e che noi non possiamo penetrare. E’  un  gran  bene  che  l’elezione  della  nostra  via  non  sia  lasciata  in nostro  arbitrio,  perché,  siccome  la  contemplazione  sembra  di  maggior riposo,  finiremmo  col  voler  essere  tutte  contemplative.  Quanto  invece  si guadagna col non voler guadagnare a nostro arbitrio! No, in questo non vi è da  temere  alcuna  perdita,  non  permettendo  mai  il  Signore  che  un’anima mortificata ne patisca, fuorché per un suo maggior bene.

SCARICA PDF

 

TORNA SU

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Non usiamo cookie di terze parti. INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi