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2018
34.a Domenica – Cristo Re
Nov 25 h. 3:15 – 4:30
34.a Domenica - Cristo Re @ Monastero Cistercense Valserena

Dalle Omelie di S. Giovanni Paolo II (solennità di Cristo Re 1997)

In questa domenica, che chiude l’anno liturgico, la Chiesa celebra la Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’universo. Nel Vangelo abbiamo ascoltato la domanda posta da Ponzio Pilato a Gesù: “Tu sei il re dei Giudei?”. Gesù risponde chiedendo a sua volta: “Dici questo da te, oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?”. E Pilato replica: “Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?”. A questo punto del dialogo, Cristo afferma: “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù”. Ora tutto è chiaro e trasparente. Di fronte all’accusa dei sacerdoti, Gesù rivela che si tratta di un altro tipo di regalità, una regalità divina e spirituale. Pilato chiede conferma: “Dunque, tu sei re?” . Qui Gesù, esclusa ogni erronea interpretazione della sua dignità regale, indica quella vera: “Io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”.  Egli non è re come lo intendevano i rappresentanti del Sinedrio: non aspira, infatti, a nessun potere politico in Israele. Il suo regno, al contrario, va ben al di là dei confini della Palestina. Tutti coloro che sono dalla verità ascoltano la sua voce, e lo riconoscono come Re. Ecco l’ambito universale del Regno di Cristo e la sua dimensione spirituale. “Rendere testimonianza alla verità”. Nella Lettura tratta dal Libro dell’Apocalisse si dice che Gesù Cristo è “il testimone fedele”. Egli è testimone fedele perché rivela il mistero di Dio e ne annunzia il Regno ormai presente. Di questo Regno Egli è il primo servitore. Facendosi “obbediente fino alla morte e alla morte di croce”, Egli testimonierà il potere del Padre sulla creazione e sul mondo. Ed il luogo dell’esercizio di questa sua regalità è la Croce abbracciata sul Golgota. Morte ignominiosa la sua, che rappresenta però una conferma dell’annunzio evangelico del Regno di Dio. Agli occhi dei suoi nemici, infatti, quella morte avrebbe dovuto essere la prova che tutto ciò che Egli aveva detto e fatto era falso: “É il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo”. Non scese dalla croce ma, come il Buon Pastore, diede la vita per le sue pecore. La conferma del suo potere regale venne tuttavia poco dopo, quando il terzo giorno risuscitò dai morti, rivelandosi come “il primogenito dei morti”. Egli, Servo obbediente, è Re, perché ha “potere sopra la morte e sopra gli inferi”. E, in quanto vincitore della morte, degli inferi e di satana, è “il principe dei re della terra”. Ogni cosa terrena, infatti, è inevitabilmente soggetta alla morte. Invece Colui che ha potere sopra la morte, apre a tutta l’umanità le prospettive della vita immortale. Egli è l’Alfa e l’Omega, il principio e il compimento dell’intero creato, cosicché ogni generazione può ripetere: Benedetto il suo regno che viene. L’odierna Liturgia ci ricorda che la verità su Cristo Re costituisce il compimento delle profezie dell’Antica Alleanza. Il profeta Daniele annuncia la venuta del Figlio dell’uomo, a cui è stato dato “potere, gloria e regno”. Egli viene servito da “tutti i popoli, nazioni e lingue” ed il suo “potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto” (cfr Dn 7,14). Sappiamo bene che tutto questo ha trovato il suo perfetto compimento in Cristo, nella sua Pasqua di morte e di risurrezione. La Solennità di Cristo Re dell’universo ci invita a ripetere con fede l’invocazione del Padre Nostro, che Gesù stesso ha insegnato: “Venga il tuo Regno”.  Venga il tuo Regno, Signore!

 

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Nov
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2018
Memoria dei defunti
Nov 27 h. 3:15 – 4:30
Memoria dei defunti @ Monastero Cistercense Valserena

Dai Sermoni Diversi di San Bernardo

 

Della triplice morte dei santi

Che la morte dei Santi sia preziosa al cospetto del Signore dipende talvolta dalla loro vita, talvolta dalla causa della loro morte, talvolta dall’una e dall’altra. Nei confessori che muoiono nel Signore (Ap 14, 13) è la vita che rende preziosa la morte. Nei martìri che muoiono per il Signore, rende preziosa la morte talvolta la sola causa, a volte anche la vita e la causa insieme. E già preziosa quella morte che è preceduta da una buona vita; più preziosa è quella che è subita per una causa santa; preziosissima poi quella che è preceduta da una santa vita e incontrata per una causa santa.

Preziosa al cospetto del Signore la morte dei suoi santi. Tre cose fanno un uomo santo: la sobrietà nella vita, la giustizia nella condotta, la pietà dei sentimenti. La vita sarà sobria se vivremo con continenza, con senso comunitario, se con obbedienza, cioè, castamente, caritatevolmente, se umilmente. Con la continenza, infatti, si acquista la castità, con la vita comune la carità, con l’obbedienza l’umiltà. E questa è la virtù che fa vivere con sicurezza l’anima perfettamente soggetta a Dio sotto l’ombra delle sue ali. Le azioni saranno giuste se saranno rette, discrete, fruttuose. Rette per la buona intenzione, discrete per non eccedere le possibilità fruttuose per l’utilità del prossimo. Ci sarà la pietà dei sentimenti se la nostra fede ci farà sentire Dio sommamente potente, sommamente buono, per cui crediamo che dalla sua potenza sarà aiutata la nostra debolezza, dalla sua sapienza sarà corretta la nostra ignoranza, e dalla sua bontà crediamo che venga scusata la nostra iniquità. Tre cose rendono preziosa la morte dei Santi: il riposo dalla fatica, il gaudio per la novità, la sicurezza per l’eternità.

 

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Nov
30
ven
2018
S. Andrea Apostolo (f)
Nov 30 h. 3:15 – 4:30
S. Andrea Apostolo (f) @ Monastero Cistercense Valserena

Dai Sermoni De Tempore di S. Bernardo
Sermone per la Vigilia della festa di S. Andrea

 

«Salve, croce preziosa!»

Davvero. Sant’Andrea, la tua fede è un grano di senape che quando cominciò ad essere triturato diffuse un irresistibile fervore. Che cosa sarebbe avvenuto se fosse stato trebbiato un po’ di più? Che animo potrebbe sostenere qual fervore? Quale ascolto potrebbe portare quelle parole? Quando Egea si limitava a semplici minacce il grano di senape pareva ancora disprezza bile. Diceva “Il Signore mi ha mandato In questo paese In cui mi sono acquistato un grande popolo.” Si aggiungano le minacce e avrà un sapore mollo più aspro e parlerà con maggior fermezza. Egea crede di spaventarlo minacciando il supplizio della croce, non è così. A queste parole arde di più e si apre in una esclamazione “Se avessi paura del patibolo della croce non predicherei la gloria della croce!“

E quando vede il legno preparato per lui è ormai una pura fiamma che si dispiega, e applaude e accarezza la sua amata: la saluta con cortesia, l’accoglie con devozione, la esalta con magnificenza, e si gloria nel lodarla, esclamando più con l’affetto che con la voce:” Salve, croce preziosa, che hai ricevuto splendore e bellezza dalle membra del Signore, salve croce, che sei stata consacrata con il corpo di Cristo, e ornata delle sue membra come di perle!” Con ragione allora i servi della croce lo venerano come amante della croce.

Ma merita una devozione particolare da coloro che hanno promesso di amare al croce in modo speciale. A voi dico questo, e lo dico di voi, fratelli miei, che non siete stati sordi al grido del Vangelo “Chi non prende la sua croce e mi segue non può essere mio discepolo.” (Lc 24, 27)

Applicate dunque tutta la vostra capacità spirituale a questa solennità, e celebratela con cuore grande, perché in essa è nascosto per voi un grandissimo tesoro che è insieme motivo di consolazione e di esortazione per chi sa scavare e cercare.

 

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Dic
2
dom
2018
1.a Domenica di Avvento – C
Dic 2 giorno intero
1.a Domenica di Avvento - C @ Monastero Cistercense Valserena

1.a Domenica di Avvento – C

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Dic
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Dic 9 giorno intero
2.a Domenica di Avvento - C @ Monastero Cistercense Valserena

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3.a Domenica di Avvento – C
Dic 16 giorno intero
3.a Domenica di Avvento - C @ Monastero Cistercense Valserena

3.a Domenica di Avvento – C

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Dic
23
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4.a Domenica di Avvento – C
Dic 23 giorno intero
4.a Domenica di Avvento - C @ Monastero Cistercense Valserena

4.a Domenica di Avvento – C

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