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Dal marzo 2005 un piccolo gruppo di sorelle, provenienti dal Monastero di Valserena, si è stabilito ad Aleppo, in Siria, per inserirsi nel paese e dare inizio ad una nuova Comunità monastica.

Punto di partenza di questo cammino è stato il desiderio di raccogliere l’eredità dei sette monaci di Tibhirine, i nostri sette fratelli uccisi in Algeria nel 1996. Ciò che ci hanno lasciato, più forte della morte, è la testimonianza della loro vita, tutta dedicata a Dio, e offerta con amore a tutti i fratelli che li circondavano, sia cristiani che musulmani.
Vivere, come minoranza, fra credenti di un’altra fede aiuta anche noi oggi a purificare il nostro giudizio, imparando a vedere noi stesse e l’Islam con lo sguardo di Dio, e ci spinge a rinnovare profondamente il nostro amore e la nostra adesione a Cristo, tenendo sempre vive in noi le sue parole: ”Ho ancora altre pecore che non sono di questo ovile; anche quelle occorre che io conduca; esse ascolteranno la mia voce” (Gv 10,16).

“Vedere noi stesse e l’Islam con lo sguardo di Dio e sostenere la presenza dei Cristiani arabi in Medio Oriente”
Quando ci siamo stabilite ad Aleppo, si è aggiunta subito la consapevolezza di quanto sia impor-tante sostenere la presenza dei Cristiani arabi in Medio Oriente, aiutarli a rimanere nelle loro terre e nelle loro ricche tradizioni, promuovendo allo stesso tempo uno spirito ecumenico, nell’appartenenza all’unica Chiesa universale. Sono queste le cose che vorremmo vivere, realizzando il progetto di un monastero che ci radicherà per sempre in questo luogo, amando questo paese e contraccambiando con gioiosa gratitudine l’accoglienza generosa che questa terra e questa gente ci offre.
Con la benedizione del Vicario Apostolico latino e del Vescovo Maronita di Tartous, e con l‘aiuto di tanti amici abbiamo potuto acquistare un terreno nel villaggio maronita di ‘Azeir, sulla sommità di un colle, vicino al confine con il Libano. E’ ancora una zona rurale, molto semplice nella sua bellezza, fuori della fascia delle grandi città, ma raggiungibile senza eccessive difficoltà.
La benedizione e l’impianto solenne della Croce di Fondazione, nel marzo 2008, sono stati momenti di grande festa per il villaggio, che ha partecipato al completo, salendo in processione la collina, dopo la Messa nella chiesa parrocchiale.

“Convinte della fecondità di uno scambio profondo tra l’eredità dell’Oriente e quella dell’Occidente.”
Anche se in realtà siamo state guidate in Siria soprattutto dalla Provvidenza, una ragione ancora ha reso importante la scelta di questa terra per una nuova fondazione monastica.
Qui infatti ha avuto inizio lo sviluppo della Cristianità, che in breve si è diffusa in Asia Minore, in Grecia, a Roma e poi in Armenia, in India  fino in  Cina.
E fin dai primi secoli, la spinta missionaria è stata sostenuta e attuata da un vivacissimo movimento monastico, che è nato contemporaneamente ed autono-mamente rispetto a quello egiziano, ben più conosciuto. Santi come Afraate, Efrem Siro, Simeone Protostilita, Marone, Isacco di Ninive, e altri ancora sulle loro orme quali  Giovanni Crisostomo e Giovanni Damasceno, hanno dato vita ad una ricchissima tradizione spirituale. E’ in questo solco che vogliamo inserirci, a partire dalla nostra tradizione latina e benedettina, convinte della fecondità di uno scambio profondo tra l’eredità dell’Oriente e quella dell’Occidente.
L’anima del monachesimo è sempre stata la ricerca di Dio nella preghiera e questa ricerca riunisce tutti gli uomini di buona volontà, cristiani e non cristiani.
Ne facciamo esperienza ogni giorno quando ci poniamo come credenti di fronte a Dio e ci riconosciamo tra noi come fratelli, capaci di cercare insieme ciò che è vero, buono, bello.
Con la nostra vita di lavoro e preghiera vorremmo diventare un luogo dove tutto questo diventi sempre più possibile.

Per notizie più recenti, consultare il Blog ORA PRO SIRIA

 

Te Deum laudamus 2019 – Dal monastero Ns Signora Fonte della Pace, Siria

Come ringraziare per tutto ciò che ho visto e sentito attorno a me in questo Paese massacrato? In marzo tutto sembrava incamminarsi verso la fine e invece… Prima i turchi contro i curdi, poi di nuovo scontri a Idlib, poi manifestazioni in Libano che non fanno altro che aumentare i disagi del Paese confinante; e poi sempre, qua e là, missili da Israele. Il governo nel nord-ovest ha recuperato il controllo di gran parte del territorio ma, quello che doveva essere un intervento solo aereo e rapido, si è rivelato sanguinoso e senza fine. Per cosa tutto questo male?

I potenti dei Paesi vicini e lontani giocano sporco, come sempre, continuando a dire alla Siria di smettere di combattere e accusando la Russia ma allo stesso tempo foraggiano i fondamentalisti di armi e tutto il necessario. Noi dal monastero non abbiamo avuto echi diretti dei combattimenti nel nord; soltanto sentiamo le raffiche sparate in aria quando vengono riportate le salme dei militari caduti, nei loro paesi di origine. E non si può non piangere, pensando a mogli, madri, figli che restano soli. Perché tutti questi sacrifici?

Come ringraziare? …

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Perché voglio costruire un monastero in Siria (10 Ottobre 2019)

Suor Marta Luisa Fagnani è una monaca trappista, superiora di Nostra Signora Fonte della Pace, un germoglio di monastero nel villaggio rurale di Azer, in provincia di Homs, in Siria, al confine con il Libano del Nord. Accanto due villaggi cristiani, tutt’intorno villaggi musulmani, sciiti e sunniti. Con lei una comunità di cinque sorelle.  Non è facile mettersi in contatto. Iniziamo un «dialogo telematico» che procede a singhiozzo, quando può ritagliarsi un po’ di tempo e quando la tecnologia ci assiste. È la Siria di oggi – a tratti pacificata ma con i carboni ardenti sotto la cenere – che anche a distanza fa intuire le sue difficoltà. Cosa ci fanno un pugno di suore di clausura in territorio musulmano, in tempi di tregua precaria e di opposti estremismi? …

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Azer, giugno 2019

Carissimi, condivido volentieri qualche aggiornamento sulla nostra situazione qui nella Comunità in Siria. Come saprete il Paese, in alcune zone del nord, è ancora in piena guerra. Il governo sta tentando il tutto per tutto per liberarsi definitivamente dei fondamentalisti che ormai da lunghi anni straziano la popolazione. Sembrava dovesse essere un intervento solo aereo e rapido. Si sta rivelando sanguinoso e senza fine. L’esercito combatte di paese in paese, lì dove i guerriglieri si sono insediati con le loro famiglie cacciando la gente dalle case. Negli scontri muoiono tante persone. L’ultimo episodio tristissimo è stato che questi ultimi hanno dato alle fiamme ettari interi di grano maturo della gente, mandando in malora il lavoro e i possibili guadagni. Per cosa tutto questo male?!?

I potenti dei Paesi vicini e lontani giocano sporco, come sempre, continuando a dire alla Siria di smettere di combattere e accusando la Russia ma allo stesso tempo foraggiano i fondamentalisti di armi e tutto il necessario. …

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Aleppo – giugno 2019

Carissimi, ho avuto la grazia di visitare la città di Aleppo e vorrei condividere qualcosa di ciò che ho visto e delle impressioni ricevute.

Siamo andate per 3 giorni, la Madre, io, sr Adelaide e la nostra amica e maestra di arabo, aleppina di origine, Leyla. Siamo partite lunedì mattina con un autobus pubblico alle 6.30. Il viaggio per il nord utilizza ora una strada secondaria, a est rispetto all’autostrada che congiunge Damasco e Aleppo e che attraversa in verticale quasi tutta la Siria. Questa autostrada è ora ancora pericolosa nel tratto tra Hama e Aleppo per via della vicinanza alla provincia di Idlib dove ancora si combatte. Dunque abbiamo percorso una strada che è in pratica una striscia di asfalto che attraversa il deserto, senza strisce, senza nulla attorno, senza piazzole di sosta. Ancora non ci azzardiamo a fare quel viaggio con la nostra macchina perché sono quasi 5 ore dove non si incontra niente. (…)

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Nostra Signora Fonte della Pace – Azer, provincia di Homs, Siria

Ci troviamo in una zona rurale al confine con il Libano del Nord. Accanto due villaggi cristiani, tutt’intorno villaggi musulmani, sciiti e sunniti. Siamo 6 sorelle, cinque da Valserena e una dalla fondazione in Angola. Cosa ci fanno un pugno di suore di clausura in territorio musulmano, in tempi di guerra? Siamo presenti dal 2005, dopo che il nostro Ordine si è sentito interpellato dalla morte dei sette fratelli rapiti e uccisi a Tibhirine, in Algeria (beatificati l’8 dicembre scorso). Volevamo raccogliere la loro eredità, testimoniando la Regola di San Benedetto in un contesto in cui i cristiani sono minoranza. Quattordici anni, sufficienti a vivere in prima persona la parabola di dolore della Siria. Al nostro arrivo era un Paese in piena crescita, con contraddizioni, ma anche ricchezze culturali, umane, spirituali. C’era tolleranza. Una capacità di stare insieme nella diversità che la guerra ha cercato di spezzare in ogni modo.  …

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29 novembre 2013, Intervista a Md. Marta

Di seguito offriamo il link all’intervista radiofonica rilasciata da Md. Marta alla rubrica Ecclesia di Radio InBlu:

16 settembre 2013, Cronaca mandata all’Ordine

Carissimi fratelli e sorelle,

in questo momento, per invito del Papa, tutti i cuori sono rivolti verso la Siria e le sofferenze del suo popolo. Vogliamo innanzitutto ringraziarvi per la preghiera e il sostegno con cui ci avete accompagnato in questi due anni, scrivendoci direttamente o comunicando con Valserena. La vostra preghiera è la roccia forte che ha reso stabile la nostra casa.. e ci ha fatto vivere la comunione dell’Ordine.
Ci scusiamo anche di non aver quasi mai risposto e non aver dato molte notizie: siamo rimaste per più di un anno senza internet, e qualche mese senza telefono. …

Il testo in altre lingue è disponibile sul sito www.ocso.org

10 settembre 2013, «Abbiamo paura dell’ingiusto attacco americano. Destabilizzerà subito il paese»

«Il Papa ci ha incoraggiati tutti. Cristiani e musulmani hanno sentito una vera attenzione alla situazione della Siria e hanno apprezzato che Francesco si sia “esposto” così chiaramente, in prima persona». Sono le parole di suor Marta, che insieme ad altre tre monache italiane otto anni fa ha deciso di fondare un monastero in Siria, in un villaggio al confine con il Libano. Le quattro suore hanno di recente scritto una lettera sulla situazione del paese e oggi sono tornate a parlare a tempi.it del possibile attacco americano e della «paura per l’immediata destabilizzazione che si creerà». …

7 settembre 2013, Noi con voi dal cuore della Siria

Papa Francesco ci chiama al digiuno e alla preghiera. Ci chiede di farlo per la situazione tragica della Siria, per trovare la strada del confronto, della mediazione e abbandonare l’ingiustizia e la follia di un intervento armato che porterebbe ancora più morte e distruzione. Ma non solo.«C’è un giudizio di Dio». Non affrettiamoci a liquidare questa frase pensando a coloro che hanno usato le armi chimiche, chiunque essi siano. …

7 settembre 2013, Suore trappiste: unite alla Veglia di Roma, follia risolvere guerra con guerra

La solidarietà di Papa Francesco è un sostegno concreto che ci incoraggia. Siamo contrarie a una soluzione armata. Così si esprimono le religiose italiane di un monastero trappista in Siria, in occasione della Veglia di pace voluta dal Papa. Fabio Colagrande ne ha parlato con una di loro, suor Marta: …

29 agosto 2013, …e tutti noi stiamo qui, aspettando una sola parola del grande Obama …

Oggi non abbiamo parole, se non quelle dei salmi che la preghiera liturgica ci mette sulle labbra in questi giorni: “ Minaccia la belva dei canneti, il branco dei tori con i vitelli dei popoli… o Dio disperdi i popoli che amano la guerra…” “Il Signore dal cielo ha guardato la terra, per ascoltare il gemito del prigioniero, per liberare i condannati a morte “… “ascolta o Dio la voce del mio lamento, dal terrore del nemico preserva …

19 Giugno 2013, Il monastero in mezzo alla guerra ?assurda e atroce?. Quattro suore italiane trappiste in Siria

Suor Marta racconta a tempi.it cosa significa vivere con «i cecchini appostati sui tetti».
Le violenze, la povertà, le armi.
«Non ce ne andiamo: è il nostro popolo, il nostro paese»

Quattro suore trappiste in terra musulmana. Un monastero cistercense di stretta osservanza appollaiato su una collina mentre tutt’intorno infuria la guerra. È la storia di suor Marta e altre tre monache italiane che otto anni fa hanno deciso di fondare un monastero in Siria, in un villaggio maronita al confine col Libano, fra Homs e Tartous.

25 giugno 2013, Suor Marta: non ce ne andremo anche se gli islamici uccidono i monaci

“Sappiamo che il Signore non abbandona la Siria: chiedete tanta preghiera perché le logiche umane sono quelle che sono”: a dire così è Suor Marta, una delle monache trappiste che vive in un monastero al confine tra Siria e Libano. “Chiedete tanta preghiera ma anche un dialogo politico perché con le armi non si arriva a nulla”. Contattata da ilsussidiario.net subito dopo la notizia che un monaco è stato ucciso nelle ultime ore nel convento francescano di Sant’Antonio da Padova a Ghassanieh, in Siria, Suor Marta esprime bene con le sue parole la situazione di caos sanguinario in cui ormai è sprofondata completamente la Siria….

25 aprile 2013, Le suore trappiste: ecco perché siamo decise a rimanere, nonostante tutto

Quattro suore trappiste hanno scelto, otto anni fa, di fondare il loro monastero benedettino in Siria, nelle campagne che si estendo sulla frontiera con il Libano. Benché la zona in cui abitano e lavorano sia relativamente più tranquilla rispetto al resto del Paese e sia ben presidiata dai militari che difendono la popolazione dai ribelli, il clima è comunque molto teso. Specie dopo che gli estremisti islamici di Jabat Al Nusra sono arrivati a rapire non solo, lo scorso febbraio, due sacerdoti, uno armeno cattolico e uno greco ortodosso, sequestrandoli sulla strada che da Aleppo conduce a Damasco, ma addirittura i due vescovi della “Capitale del Nord”, il siro-ortodosso Gregorios Yohanna Ibrahim e il greco-ortodosso Boutros Yazigi….

25 febbraio 2013, Benedetto, come noi, scompare al mondo per amarlo di più

Siamo ormai prossimi al congedo di Papa Benedetto, dopo l’annuncio ufficiale che ha dato un brivido alla Chiesa. Ora qualcuno ci chiede se ci sentiamo abbandonate. “Voi, lì in Siria, fra mille difficoltà. E ora anche il Papa si ritira…”.

18 febbraio 2013, Crudele ipocrisia delle sanzioni: la guerra che voi state facendo

Ancora un bollettino di guerra. Ma stavolta non quella che stanno combattendo esercito e ribelli, una guerra che è diretta da grandi potenze e da grandi interessi, e che ci supera, noi e voi che leggete. Vi imploriamo di riflettere su una guerra a cui si dà il consenso in nome di una sedicente prassi democratica. Stiamo parlando delle sanzioni internazionali, e della strage quotidiana che provocano.

16 febbraio 2013, L’agonia della Siria non puo continuare

Dov’è la verità? Come si riesce a comprenderla? E cosa può essere fatto per aiutare un’intera nazione oggi in ginocchio, che rischia di non rialzarsi più, malgrado il fascino millenario di alcune sue città? E quali devono essere i nostri sentimenti di persone …

26 gennaio 2013, “Il nostro cuore sanguina”

Carissimi …, a voi, agli amici, ai Lavoratori credenti: buon anno! E come vorrei che anche in questa Terra fosse un anno di ritorno alla pace! È sempre più frequente che gente anche sconosciuta, ci fermi per strada per parlare con noi (la mia superiora parla l’arabo), per dirci che sono contro la guerra, che vogliono e sperano che tutto torni come prima, senza divisioni, rivogliono pace e libertà!

23 dicembre 2012, Tutto il male che sta intorno a noi fa spazio al Bambino

Tempo di Avvento, ormai Natale. I quartieri cristiani di Aleppo, negli anni passati, in questo periodo si riempivano di luminarie, di addobbi; le facciate delle case e i balconi traboccavano di festa. Anche troppo, è vero. Ma era pur bello, nel vento pungente che sferzava le strade, lasciarsi scaldare il cuore da quell’annuncio di luce. Quest’anno la gente muore di fame, in molti quartieri non c’è acqua, non c’è pane, non c’è corrente, non c’è gasolio. Non c’è lavoro. Non c’è sicurezza. In tutta la Siria, i prezzi sono …

23 dicembre 2012, Lui nasce anche in Siria

Arriva Natale. Anche in Siria, ad Aleppo, a Homs. Nel nostro villaggio. Si può, quest’anno, con questa guerra fratricida, dirci buon Natale? Sì, più che mai. Non solo si può, ma è urgente. Prima di tutto perché ciò di cui facciamo memoria è la venuta di Dio fra gli uomini. Aldilà di ogni nostra vicenda umana, per quanto tragica sia, questa è la cosa inaudita: Dio è l’Imanu­El, il Dio con noi. Questo ci riguarda da vicino, ora.

24 ottobre 2012, Perchè le Sorelle restano in Siria?

Tutto ciò che è stato detto nella circostanza della visita del Papa in Libano sull’importanza della presenza dei cristiani in Siria, e ancora prima quello che è stato detto in occasione del Sinodo per il Medio Oriente, costituisce l’esatta motivazione del nostro rimanere lì. Siamo andate sulla traccia dei fratelli di Algeria, che avevano costruito a Tibhirine una convivenza pacifica tra un insediamento cristiano …

23 ottobre 2012, Pregare, vivere e sperare con tutti i siriani

Pregare per tutti. Vivere la nostra vita monastica qui, in Siria, oggi, è avere nel cuore e nella preghiera i civili, cristiani e musulmani, da qualunque parte stiano; le autorità politiche e religiose; i militari; persino i mercenari, nella loro cieca illusione di combattere per Dio. Persino i grandi responsabili di questa tragedia, quelli che stanno dietro le quinte e giocano con la vita e il destino di un’intera nazione. Non perché “siamo buone “, o “sappiamo come stanno in verità le cose”. Ma pregare perché ci si trova davanti al mistero del Male, così evidente, palpabile, feroce, menzognero.

8 ottobre 2012, Le due Sirie – Da “Terra”

29 agosto 2012, Dalle lettere delle sorelle…

Vi ringraziamo immensamente per le vostre preghiere per noi e per la pace qui in Siria. Speriamo, speriamo presto la Pace, il Signore, la Sua e nostra Madre siano propizi. Noi stiamo bene, ma la gente è stanca di una guerra così iniqua e atroce… La Siria è bagnata di sangue: incredibile perché non si capisce una guerra così insensata e iniqua. Preghiamo, preghiamo perché tutto è possibile al Signore!!!

16 luglio 2012, Nonostante i rischi un gruppo di suore italiane decide di rimanere in Siria – Servizio su TG2

Cancellato dalla Rai

26 febbraio 2012, Intervista a Sr. Marita – Bergamo Tv servizi di Residori

Paese: Syria

Città: Talkalakh

Indirizzo: Trappist ‘Azeir – P.O. Box 40

E-mail: der.trappist@gmail.com

Telefono:
dalla Siria 0314720721
dall’Italia: 00963 314720721

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É possibile sostenere la realtà e le attività del Monastero in Siria con una donazione sul cc bancario:

INTESA SANPAOLO
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Codice SWIFT: BCITITMM

Intestato a: Monastero Cistercense Valserena
Causale: Monastero Trappiste di Azeir

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Per chi desidera poter scaricare fiscalmente la donazione, visitare il sito della:

Associazione Nostra Signora della Pace